Socrate

Tra gli obiettivi di Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, vi sarebbe anche quello di far implodere l’Unione Europea nel 2026. Ne danno notizia i più importanti ma soprattutto più venduti quotidiani nazionali e internazionali europei di provata fede liberal-atlantista. In verità, la notizia ha tutta l’aria di una trovata propagandistica, l’ennesima, per fomentare la già marcatissima russofobia dilagante in Europa. E, conseguentemente, per preparare l’opinione pubblica europea alla guerra con la Russia di Putin, fingendo come sempre che sia quest’ultima a volere il conflitto che, in realtà, cerca l’Europa stessa. Sia come sia, sfugge probabilmente agli araldi della propaganda europeisticamente corretta che larga parte della popolazione europea sarebbe entusiasta al cospetto di una implosione di quella Unione Europea che è una delle fonti principali dei suoi tormenti e delle sue sciagure. Perché mai, in effetti, i cittadini europei dovrebbero essere legati al costrutto tecnocratico, depressivo e repressivo di Bruxelles, che di fatto coincide con una riorganizzazione verticistica del capitale dopo il 1989 e come una sofisticata macchina per stritolare i popoli e le culture della vecchia Europa? Insomma, i pretoriani della propaganda appaiono piuttosto scarsi anche nel loro mestiere, mobilitando argomenti e sensibilità che finiscono probabilmente, in ultima istanza, per ritorcersi contro di loro.

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