Socrate

I Dem americani adesso fanno marcia indietro e ripudiano l’ideologia woke, che fino a ieri avevano propugnato strenuamente. La notizia, riportata da tutti i più letti e soprattutto più venduti quotidiani di stretta osservanza liberal-progressista, merita un pur telegrafico commento. Come ha puntualmente mostrato Carl Rhodes nel suo studio “Capitalismo woke”, l’ideologia woke può complessivamente essere letta come la piattaforma di supporto del nuovo capitalismo liberal-progressista, che, per un verso, aspira a dirottare lo sguardo dalla lotta di classe verso questioni del tutto secondarie, che nemmeno menzionano il diagramma dei rapporti di forza e le contraddizioni sociali ed economiche; e che, per un altro verso, permette alle aziende multinazionali di ripulirsi l’immagine, mediante una pratica che potremmo a giusto titolo definire di rainbow-washing: aziende che sfruttano fino allo sfinimento i lavoratori si intestano battaglie arcobaleno per apparire progressiste e vicine alle istanze sociali. Per non tacere, poi, del fatto, trascurato da Rhodes, che il wokismo risulta in tutto funzionale alla dinamica di neoliberalizzazione integrale del mondo della vita e alla conseguente riconfigurazione antropologica dell’essere umano in coerenza con la logica del libero consumo e del libero costume. Probabilmente, meglio tardi che mai, i Dem americani si sono accorti che le istanze arcobaleno sono sideralmente distanti dalla sensibilità delle classi nazionali popolari e che accentuano il già in atto divorzio tra popolo e sinistra. Con tutta evidenza, ai lavoratori e alle masse nazionali popolari poco importa delle questioni arcobaleno, rispetto alle quali appaiono decisamente più rilevanti i problemi legati al lavoro, al salario e ai diritti sociali.

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