Libri di Diego Fusaro
Carlo Calenda, il tatuato dei Parioli, si erge ora a Nostradamus contemporaneo: e dichiara solennemente che Putin attaccherà la Nato entro l’autunno. Non si tratta, invero, di una tesi particolarmente originale, se si considera che, nei mesi scorsi, la abbiamo sentita ripetere urbi et orbi dalle centrali di produzione e di diffusione dei moduli del pensiero unico politicamente e geopoliticamente corretto. Sia quel che sia, il Calenda fa sua la tesi e la ripete con sicumera. Come dovrebbe essere ormai noto a tutti, la tesi dell’attacco imminente della Russia contro l’Europa e contro la Nato svolge una funzione eminentemente propagandistica: la sua funzione è quella di preparare l’opinione pubblica europea alla guerra con la Russia di Putin, fingendo che sia quest’ultima a volerla, quando in realtà appare evidente sotto ogni profilo come sia l’occidente a stelle e strisce a cercare in ogni modo il conflitto con Putin. La colpa inespiabile della Russia di Putin sta, per l’occidente, nel fatto che essa non si piega alla mondializzazione americanocentrica e, di più, oppone resistenza e organizza intorno a sé il mondo multipolare. In particolare, Putin ha mandato gambe all’aria il programma della civiltà occidentale così come si era venuto formando dopo la data epocale del 1989, quando cioè Washington sognava di poter normalizzare l’ex Unione Sovietica e di trasformarla nel suo ennesimo cortile di casa. La russofobia imperante però non procede razionalmente secondo lo stile argomentativo socratico, ma si limita a proporre slogan in assenza di contraddittorio, buoni soltanto a manipolare le coscienze dei cittadini europei e a rendere accettabile l’inimmaginabile.