Socrate

Non può passare inosservata la climax o, se preferite, con il lessico dell’impero, la escalation dell’attenzione bellica con la Russia che si sta registrando in questi giorni in Europa. I padroni del discorso provano ad alzare quotidianamente l’asticella, presentando l’aggressione della Russia ai danni dell’Europa come una realtà sempre più imminente. Lo scopo, come non ci stanchiamo di evidenziare, non è altro se non preparare l’opinione pubblica europea alla guerra voluta da Bruxelles e dalla Nato, spacciandola proditoriamente per un conflitto generato da Mosca. Come se, appunto, Bruxelles e la Nato si stessero soltanto preparando alla difesa rispetto a un’aggressione che non dipende da loro ma soltanto dal perfido dittatore rossobruno – novello Goldstein orwelliano – Vladimir Putin. L’ammiraglio Cavo Dragone, ad esempio, ha dichiarato nei giorni scorsi che la Nato è pronta a fronteggiare la Russia. E ha avuto un’ampia diffusione la notizia, decisamente discutibile, secondo cui la Russia potrebbe attaccare da un giorno all’altro l’Italia e parte dell’Europa con droni marini. Queste notizie, spesso demenziali, circolano impunemente, benché Vladimir Putin abbia in più occasioni chiarito di non avere alcuna intenzione di guerreggiare con l’Europa, lasciando dunque apertamente intendere che, se guerra vi sarà, essa dipenderà precipuamente dall’occidente a stelle e strisce. Il fabula docet è che la propaganda occidentale non dorme mai e, soprattutto, toglie il sonno ai cittadini europei, terrorizzandoli e utilizzando ancora una volta la paura come arte di governo: lo diceva già Spinoza, il potere ha bisogno di cittadini in balia della paura, per poter disporre di loro a proprio piacimento, costringendoli a fare ciò che, in condizioni normali, mai farebbero. La verità è che la Russia non ha obiettivamente alcun interesse a fare la guerra con l’Europa, non da ultimo perché dispone di risorse pressoché illimitate. L’Europa, viceversa, si trova letteralmente alla canna del gas: pensava che la Russia dovesse capitolare rapidamente e ora si trova di fatto senza risorse, cosicché il conflitto con la Russia diventa tragicamente una necessità vitale per l’Europa. Non dimentichiamo, inoltre, che Washington aspira a prendersi la Russia non soltanto per eliminare uno stato resistente disallineato, ma altresì per procedere verso la Cina, il vero nemico principale della civiltà del dollaro.

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