Socrate

Resto per garantire il futuro democratico della Germania. Grosso modo così si è espresso recentemente il cancelliere teutonico Merz, all’indomani delle sonanti batoste elettorali che ha subito tanto da parte di AfD, quanto da parte della Linke. Tra gli euroinomani, in tanti sono fortemente preoccupati in relazione a un possibile crollo del governo teutonico; crollo che rischierebbe di compromettere la tenuta stessa di quel tempio vuoto chiamato Unione Europea, rispetto al quale la Germania figura come la locomotiva, se non come la capitale del nuovo Reich fondato sui valori della competitività e del nichilismo. Merz rassicura i suoi compagni di viaggio e lo fa con una spocchia inaudita: come se ci stesse dicendo che egli soltanto può garantire la democrazia in Germania, laddove tutte le altre forze politiche, quali che siano, rappresentano una involuzione e una ricaduta nella barbarie. Di questo passo, non ci stupiremmo davvero poi troppo se gli araldi del pensiero unico europeisticamente corretto e i vessilliferi del neoliberismo senza frontiere proponessero di abolire le elezioni per garantire la democrazia: il tacito presupposto manicomiale resta sempre il medesimo, quello in forza del quale è d’uopo sopprimere la democrazia per… garantire la democrazia! Insomma, appare ormai evidente come in Europa e in occidente si chiami democrazia soltanto la vittoria del blocco oligarchico neoliberale: ogni imprevista vittoria di altre forze, anche lievemente divergenti rispetto all’ordine dominante, viene liquidata come interferenza russa, come ritorno della barbarie, come pericolo per la democrazia. Detto altrimenti, siamo in democrazia se e solo se vince il banco neoliberale, ovvero solo se si ottiene il risultato prestabilito e a beneficio dei gruppi dirigenti. In caso contrario, addirittura si possono annullare le elezioni, come è recentemente accaduto in Romania e come probabilmente vedremo accadere molte altre volte ancora.

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